sexta-feira, 2 de maio de 2014

Corriere della Sera. Prestem bem atenção : é o que vai ocorrer aqui, se os fanáticos religiosos ou políticos (como a da direita hidrófoba e misóloga, que espera vencer a custa de insultos e perseguições a quem pensa e não reage ao estilo pavloviano). Quem torturou, matou, exilou, prendeu, perseguiu, arrancou empregos e dignidades, ao voltar, fará pior do que antes. Sempre que leio os "comentários"cheios de ódio na internet, a mando de alguns gurus também odiosos, tremo pelo Brasil de amanhã.



Siria, jihadisti crocifiggono due uomini e mettono le foto su Twitter

L’atrocità sarebbe opera di Isis, gruppo estremista. Il Papa: «Ho pianto quando ho letto la notizia». E intanto il n.1 di Al Qaeda ordina ad Al Nusra il cessate il fuoco

di Marta Serafini




Una delle immagini postate su Twitter  
Una 
Immagini agghiaccianti che arrivano via YouTube e via Twitter. E che mostrano due uomini crocifissi in piazza a Raqqa, in Siria. Così le fotografie dei due corpi legati a una croce e lasciati lì davanti a tutti rimbalzano di account e in account. «Abbiamo giustiziato sette spie che tentavano di far scoppiare delle autobombe», è il messaggio che le accompagna. Dietro questa atrocità ci sarebbero i qaedisti di Isis, Stato islamico dell’Iraq e del Levante, gruppo jihadista che da mesi combatte in Siria per la costruzione di uno Stato qaedista del Levante e che in lotta con altre fazioni vicine ad Al Qaeda. 
«Lol abbiamo un nuovo falso Gesù»


L’altra foto circolata su Twitter
L’altra foto circolata su Twitter

Nella prima fotografia (pubblicata su Thedailybeast) si vede il corpo di un giovane, bendato, e legato a un palo e a un asse di legno che formano una croce. Nella seconda, un uomo più grande sempre con gli occhi bendati da un fazzoletto insanguinato mentre un bambino lo guarda. Nella terza (diffusa da FoxNews) alla seconda vittima è stato appeso un cartello al collo. Non è chiaro se questi due uomini siano membri di gruppi rivali di Isis (come Al-Nusra, altra formazione jihadista) e se appartengano a fazioni pro Assad. È plausibile pensare che siano stati uccisi altrove e i corpi poi esposti in pubblico in segno di minaccia, una pratica spesso usata dai gruppi qaedisti. Le foto sono state diffuse e ritwittate dagli account dei jihadisti molto attivi sui social network. «LoL, abbiamo un nuovo falso Gesù», scrive un combattente. «Le spie come loro si sono pisciate addosso dalla paura quando li abbiamo legati alla croce», cinguetta qualcun altro. Difficile verificare anche i dettagli della foto, le immagini sono molto strette. Ma, come riporta Foxnews, un ribelle (e dunque membro del Free Syrian Army) spiega di aver assistito all’esecuzione. Ciò che è certo è che Isis da tempo combatte nella zona di Raqqa, città strategica in quanto si trova nel centro della Siria. E che mentre sale la tensione in vista delle elezioni del 3 giugno, sono morte più di 150 mila persone dall’inizio del conflitto nel marzo del 2011. Sulla vicenda è intervenuto anche il Papa che durante la Messa presieduta a Santa Marta, ha detto: «Ho pianto quando ho visto sui media» la notizia di «cristiani crocifissi in un certo Paese non cristiano. Anche oggi c’è questa gente che, in nome di Dio, uccide, perseguita»
Scontri tra jihadisti ed elezioni
Nel frattempo il leader di Al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, ha ordinato al fronte al-Nusra, gruppo affiliato operativo in Siria, di «cessare immediatamente i combattimenti» con i gruppi jihadisti rivali. L’imposizione è contenuta in un messaggio audio pubblicato stamane online ed è rivolta al capo di al-Nusra, Abu Mohammed al-Jolani. Gli scontri tra i gruppi ribelli in Siria, in particolare tra Isis e Al Nusra, hanno fatto migliaia di morti da gennaio. Il leader di Al Qaeda ha esortato Al-Nusra a impegnarsi a «combattere i nemici dell’Islam, in particolare baathisti, sciiti e i loro alleati». Il Baath è il partito del presidente Assad, che può contare sul sostegno dei combattenti di Hezbollah, il movimento sciita libanese considerato eretico da al-Qaeda. Zawahiri aveva già preso posizione rispetto agli scontri tra al-Nusra e l’Isil, intimando al capo di quest’ultimo, Abu Bakr al-Baghdadi, di restringere le attività del gruppo alla sua zona d’origine in Iraq. Un’indicazione ribadita nel messaggio di stamane, in cui Zawahiri lo esorta a impegnarsi a «colpire l’Iraq, che richiede da te il doppio degli sforzi». Inoltre sempre nella zona di Raqqa sono morti in 18 morti, fra cui 11 bambini. Gli attacchi sono avvenuti precisamente a Jabreen e Humayri, che sono sotto il controllo del governo. L’Osservatorio siriano per i diritti umani riferisce di 15 morti. I bilanci divergenti sono frequenti dopo attentati di grandi proporzioni. Al momento non c’è nessuna rivendicazione ma nelle ultime settimane i ribelli del Fronte Nusra, legati ad al-Qaeda, hanno rivendicato diversi attacchi bomba. I villaggi si trovano a 19 chilometri di distanza l’uno dall’altro, circa 20 minuti, e non è chiaro se si sia trattato di attacchi coordinati.